In tempo di guerra

 

A futura memoria

...dove camminavano i morti
e fatti di cartone erano i vivi
Ezra Pound

- I -

Noi che sapevamo e stringendoci
nelle spalle dicemmo: "figurarsi!"
senza voler credere alla pazzia
e continuammo ognuno i propri affari
intenti fino al crepuscolo del giorno
e distrattamente leggendo ogni mattina
le notizie dell'orrore a venire
come cosa che non ci riguardasse
alla stregua di una catastrofe
remota sulle mappe dell'Africa
o della scomparsa di rettili alati
e che dalle statistiche tuttavia
venivamo esattamente informati
dell'aumento percentuale del tasso
del profitto nell'industria di guerra
e pensammo: "cose troppo complicate:
ci basta combinare pranzo e cena"
e preferimmo intanto nei segni astrali
decifrare il destino e la scommessa
e che mentre si moltiplicavano
gli indizi e la voce da più parti
metteva in guardia eravamo occupati
a disquisire se le dive usassero
o meno indossare le mutande e anzi
infastiditi corremmo a chiuderci
le orecchie con cuffie e con canzoni
ma fummo i primi a consolarsi quando
compiaciuti dei muscoli esibiti
ci sentimmo sicuri col più forte
e che solo borbottammo: "affari loro"
vedendo bombe e missili cadere
su altri come noi con braccia e gambe
e tranquilli dell'alba e del tramonto
tornammo ad affollarci per le strade
e continuammo a camminare in tondo
camminare in tondo camminare in tondo
finché poi non vi fu più nulla

 

nonsoloparolecom.ed.2003

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