Poema

 

Ma forse non è più l'infanzia

Avanti prego e una sigaretta
Senza rendersi conto
Anche troppo coscienti
Di tutte queste rovine
Diceva Tiresia a tentoni
Sono i tulipani
Ma è troppo lontano
Comunque irrilevante
Perché non se ne può più
E le sigarette finiranno un giorno o l'altro
Come gli amori e come la vita
Una furia che ci distrugge
Senza più senso
E questo non si può sopportare

Assolutamente

Sarebbe troppo difficile
I tuoi capelli ricordare
E tutte le strade rotaie
Senza fine ancora ti prego
E la voce si spezza
Un gioco senza più fine e ricordare
Questa condanna che ti lega
Alla terra ticchettando
Forse ubriaco
Un deserto di suoni di luci senza colori
Non mi lasciare altrimenti
Anche se troppo di coltelli
E di grida urla alla rinfusa
Ma il sangue ti pulsa
Non ne puoi fare a meno
E l'Europa sorride
Da mille supermercati ed opulenza
Come fare un rifiuto?
E mani fra i capelli
No non è possibile non è possibile

 

In Compagno poeta, Torino, Einaudi, 1980
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