Veronica Menghi

 

L'arte della pittura

 

Vuole così il mio capriccioso demone
E soffiando mi spinge come dal camino le braci
Rosseggianti memori del fuoco loro
Originario a turbinare sulla steppa bianca della tela
Nuda barbara risonante e vergine
Imponendovi per sempre il sigillo
Che attesta: io qui fui e sarò e sono
Anche se mi franasse tutto l'universo intorno

Mi piace poi raccogliere un sasso una conchiglia una lamiera
E incastonarli come un memento nel cosmo del mio quadro:
Non diversamente una felce una fibula una farfalla
Giacciono imprigionate nelle lave di una catastrofe remota:
Ho creato da elementi sparsi un ordine coeso e mi ammonisce
Il residuo che resiste al mio gesto sovrano


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